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Licenziata senza tanti complimenti per aver pubblicato contenuti "not work appropriate". E' successo a Jessica Zenner (foto), blogger autrice di “Inexcusable Behavior” messa alla porta niente meno che dalla Nintendo. Ora, sebbene non sia la prima volta che ciò accade, l'ennesimo caso di licenziamento causa blog tra i tanti segnalati dalla Electronic Frontier Foundation solleva una questione importante: se infatti è giusto che l'azienda si tuteli qualora un proprio dipendente pubblichi contenuti inappropriati, riservati, diffamatori o semplicemente sgraditi, molto meno giusto è invece che, in tempi come questi, le aziende non approntino una "blogging policy" specifica e circostanziata che suggerisca la "retta via" ai blogger/dipendenti.
Quando, infatti, la Zenner si difende dicendo che non esiste una qualsiasi "formal policy about personal blogs" in Nintendo e l'azienda risponde semplicemente "we generally don’t encourage them", secondo voi chi ne esce con il danno di immagine peggiore?
E ancora: a poco serve ignorare il fenomeno dei social network e le implicazioni generate dalla loro crescente diffusione negli ambienti di lavoro. Quindi datevi una svegliata, studiateli, e imparate a conoscerli in tempo per dire ai vostri dipendenti come comportarsi prima di dover ricorrere ad inutili quanto costose "azioni repressive".
Tutte spese legali risparmiate da reinvestire subito in crescita e sviluppo.
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