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Forse sapete già che la band inglese dei Radiohead ha diffuso il suo ultimo album, In Raimbows, senza passare per le major e senza imporre ai fan un "prezzo di listino", ma anzi dando loro la massima libertà possibile. Spiega Antonio Sofi:
"Il diskbox (di In Rambows) è l’albero della cuccagna del fan, come scrive Pitchfork: due cd + due vinili, libretti, artwork, cotillons vari. Costa 40 sterline. Paghi e ti arriva a casa. Se vuoi invece le canzoni (da scaricare on line), il prezzo lo decidi tu."
Una formula rivoluzionaria che è piaciuta a molti - me compreso - e che ha già indotto altri artisti a sperimentare scelte simili. Ora (Antonio non me ne voglia), la domanda da porsi è se gli utenti pagano abbastanza per il disco e, purtroppo, la risposta pare essere un secco e deludente "no".
Stando a quanto riporta The Register nel suo Open Season podcast, sebbene la gente dichiari di aver pagato l'album circa 8 sterline, la cifra reale mediamente versata non supererebbe le 2,50 sterline. Poco e, addirittura, meno dei tre euro per cd che la major EMI avrebbe garantito in royalties alla band.
Insomma, la disintermediazione funziona solo se i fan non sono degli spilorci.
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